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Papà di tutto il mondo…

 


Papà di tutto il mondo
vengono festeggiati in questo giorno.
Papà attenti e scrupolosi,
quelli che un grande aiuto sono per la famiglia.
Papà sfuggenti,
quasi timorosi di stare con i propri figli
e le proprie responsabilità.
Papà che tutto il peso della vita portano sulle spalle,
forti, ma fragili allo stesso tempo.
Tanti auguri a tutti, cari papà.
Un forte abbraccio al mio,
portante colonna della mia famiglia.

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Alberto Palentini


Donne e Vita

 


Giorno vi dedica il calendario,
per celebrare la vostra insostituibile presenza.
Decise,
non perdete la meta.
Pazienti,
aspettate ciò che avete lottato per avere.
Fragili,
davanti alla violenza che una mano amata vi infligge.
Dolci,
con occhi materni,
pronte a difendere a ogni costo.
Doloranti davanti alla sofferenza di chi amate.
Coraggiose come leoni,
curiose e affascinate dalla vita.
Donne,
esseri che non si accontentano di briciole,
perché conoscete il valore di ogni soffio vitale.
Esseri che danno vita e la custodiscono,
e la educano con un amore
che non termina mai.
Grazie a voi tutte.
Con cuore acceso vi dono il mio augurio.

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Alberto Palentini


Vita di Coppia…

 


Trepidante è il cuore di chi si sposa,
emozionato per la vita che verrà.

Portatore di speranze,
pulsa all’impazzata e gioisce davanti alla persona amata.

Vera nuova vita è la vita di coppia.

Dentro a un nuovo cammino si va avanti,
portando insieme i pesi delle difficoltà,
affrontando duri ostacoli tenendo stretti i denti,
sapendo di non essere soli.

Condividendo gioie e dolori,
si procede tenendosi per mano,
trovando negli occhi di chi si ama una vera ricarica di energia.

E così,
si scopre il mondo insieme,
stupendosi per ciò che si incontra e godendo di ogni nuova buona possibilità.

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Alberto Palentini


Rinascita…

 


Se a dicembre sono nato la prima volta, qui sono rinato: una nuova vita mi è stata data ed è iniziata.
Mi ricordo che Cecilia, questo è il nome di colei che ha visto in me tanta voglia di vivere normalmente nel mondo dei normali, mi guardò subito con intelligenza, non con compassione, né con ribrezzo.
Mi osservò con un sorriso che diceva: adesso mi tiro su le maniche e ci penso io a te. E così è stato.
Ha visto in me delle mani che potevano fermarsi e dirigersi verso lavori sensati, non verso atti stupidi e che potevano essere controllate da una testa non vuota ma ben funzionante e da un cuore che batteva forte per la vita.
Questo incontro è stato fatidico, è stato un dono del Signore sia per me, per riuscire a vivere come una persona vera, non nascosta perché diversa, sia per i miei genitori, per iniziare ad accettarmi come Alberto e non come un dramma.
Abbiamo iniziato tutti un cammino, lento, tormentato, che continua ancora oggi e probabilmente proseguirà finché avrò vita.
Cecilia e tutto il «Grillo Pensante» hanno visto in me una testa che aveva pensieri di bambino normale e una bocca da cui non potevano uscire, se non con molta pazienza e tanto allenamento.
Così ho imparato a usare il computer, che fino allora per me era solo uno strumento che si utilizzava negli uffici. Quel giorno ho capito che sarebbe diventato la mia penna, la mia voce, la mia modalità d’espressione e la mia valvola di sfogo.
Nessuno mi toglierà mai il ricordo di quel giorno, sarebbe come togliere un mattone a una casa, lo stelo a un fiore.


Tratto da “Un leone in gabbia”