Fine estate

Cara estinta estate,
ti scrivo per tenerti ancora un po’ con me, ma settembre è già arrivato e il tuo passaggio veloce sta terminando. Sei arrivata con lenti passi, ha travolto i nostri giorni con intenso caldo, lasciandoci senza fiato e con ridotte energie. Per un po’, sempre troppo poco hai illuminato i nostri giorni con lunghe giornate assolate, hai trasformato i nostri paesaggi e ci hai concesso la possibilità di un po’ di riposo per corpo e mente in luoghi diversi dalla solita vita. Caldi giorni di sudore ma anche di libertà, fuori dai rigidi sigilli invernali. I mesi tuoi però, scorrono via veloci e le giornate si fanno via via più corte, il caldo intenso diminuisce e tu lenta torni nel tuo rifugio. Gli abiti estivi oramai fanno il solito giro ultimo verso il fondo dell’armadio e troveranno luce tra molti molti mesi. Cara amica farai tornare in noi per molti mesi i ricordi dei giorni passati, ma tornerai e ora è tempo di salutarti e di tornare alle nostre faccende.
Grazie di cuore
Alberto

Incontro con le scuole

4 Passi

 


Presentazione condotta dal Dott. Stefano Cirelli

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Foto 3

 


 Alberto risponde alle domande degli studenti presenti in sala

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COME TI SENTI IN QUESTO MOMENTO?
Certo emozione sento forte esplodere in me ma la soddisfazione è tanta e vale la pena soffrire un po’

ALBERTO CHI E’ LA DOTT.SSA CHE TI FACILITA?
E’ valentina una delle ragazze del grillo

HAI QUALCHE IDEA DI COSA FARE DOPO LA LAUREA?
Studiare e’ faticoso per tutti anche per me ma da grandi soddisfazioni e aiuta a costruirmi come persona quindi se potrò continuerò a studiare

PER TE LA MUSICA HA QUALCHE RUOLO IMPORTANTE PER ESPRIMERTI?
Si la musica serve a dare il ritmo alla vita io amo la musica

COM’E’ IL RAPPORTO CON I TUOI COETANEI?
Difficile a dir poco anche voi fareste fatica a uscire con me ma lo so e ora lo capisco perché fatico anch’io a volte a stare con me stesso

COSA TI HA MOTIVATO AD ANDARE AVANTI OLTRE LA FAMIGLIA E I TUOI AMICI?
La mia famiglia per prima mio fratello francesco come me non potevo fermarmi dovevo continuare a lottare anche per lui

COSA TI PIACE FARE NEL TEMPO LIBERO?
Camminare tanto libera la mia mente e la montagna è il mio mondo

 


Foto con gli studenti della 5° Liceo

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Foto di Alberto con Luca e Francesco

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Foto con Dott. Stefano Cirelli,
Ass.re Patrizia Osti e Dott.ssa Sarah Crepaldi

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Sabato mattina

Vortici di emozioni ruotano attorno a me,
immerso in un mare di volti
che attenti mi hanno osservato, ascoltato, capito.
Nave in un porto sicuro mi sono sentito,
dove la mia famiglia come un faro
illuminava ciò che stava attorno a me, ancora ignoto.
La nostra vita procede come un lungo viaggio,
dove ogni avventura ci fortifica e arricchisce.
Ponti tra me e voi sono stati creati,
io riparto e li porto con me.

 Alberto


Buon cammino...


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Istituto di Istruzione Superiore-Liceo “Bocchi-Galilei”


 

Auguri di Natale


Poesia: Natale in piena
«Ricchi momenti di felicità respiro a Natale
intriso di amore puro
che dalla nascita di Gesù scaturisce.
Come un fiume in piena ci travolge e ci sommerge,
senza soffocarci però,
ma regalandoci ossigeno di vita vera.
Io vi invito a farvi travolgere da questa forza,
pura ricca ed essenziale.
Solo così potrà essere un buon Natale.
Auguri di cuore.»

Auguri: Natale 2015
Il dolce Natale è il momento più prezioso che ci sia, trasforma gli animi delle persone inebriandoli col suo profumo.
Proprio come il profumo di un dolce appena sfornato, porta allegria e momenti felici.
Un pensiero riesce a creare in ognuno di noi verso chi non c’è più, perché più pesanti sono questi posti vuoti sotto le feste.
A tutti auguro di sentire il profumo prezioso del Natale.
Tutti abbraccio nel mio cuore.
Buon Natale.

Alberto


Racconto di Natale


«Poca voglia ormai aveva di continuare a vivere nella sua bella casa, insieme ai suoi camerieri che tanto si prodigavano per rendere tutto perfetto. Certo, non si vedeva l’ombra di un granello di polvere, ogni cosa splendeva al suo posto perfettamente ordinato, ora anche gli addobbi natalizi miglioravano l’aspetto della sua stupenda villa. Ma lui era solo. Solo con la sua ricchezza e la sua arroganza, che tutti aveva fatto allontanare. I suoi genitori abitavano distanti, in un piccolo paesino di campagna dove facevano i contadini. Certo non poteva continuare a vivere con loro lui, che da sempre voleva fare carriera e che finalmente, dopo tanto lavoro, ci era riuscito, a diventare un importante uomo d’affari. Aveva una fidanzata fino a qualche tempo fa, ma anche lei lo aveva lasciato per un altro uomo, molto più ricco. Era una donna molto bella, ma innamorata solo dei denari. Così Franco era rimasto solo, rabbioso e triste. Era la sera dell’otto dicembre quando qualcosa scattò in lui. Stava guardando il suo bellissimo presepe riscaldato dal fuoco del suo camino quando lo decise in un istante: avrebbe lasciato la sua casa, le sue cose e i suoi soldi, si sarebbe vestito con gli abiti più poveri che aveva e se ne sarebbe andato in giro, alla ricerca del suo posto nel mondo.»

«Pensò fosse giunto il momento di cambiare, di cercare la felicità, o almeno qualcosa che potesse assomigliarle. Partì allora, con uno zaino e pochi soldi, dopo aver salutato la sua servitù, stupita nel vederlo così diverso e determinato. Fu così che Franco si rese finalmente conto di cosa lo circondava. Fino a quel momento infatti egli si spostava da casa con il suo autista, ma i suoi viaggi li passava sempre al cellulare, con la testa piegata su documenti e conti. Non aveva mai osservato nulla, si era dimenticato di come era fatto il mondo. Nel giorno in cui partì finalmente aprì gli occhi e ciò che vide fu una serie di case modeste, a volte rovinate dal tempo, a volte fatiscenti per la mancanza di soldi utili per sistemarle. Osservò la gente e si accorse di come viveva con poco. Una cosa più importante delle altre catturò la sua attenzione: le persone che incontrava sorridevano, erano felici. La gente chiacchierava ma non di lavoro come faceva sempre lui: i bambini parlavano di giochi con i loro amici o raccontavano le loro avventure alle mamme, le mamme parlavano con i papà, alcuni anziani signori parlavano dei nipotini. Era la vita quella su cui discutevano, basata sulla famiglia e sull’amore. Era questo ciò che mancava a lui, e forse era proprio questo il segreto della felicità.»

«Partire così senza meta poteva sembrare una pazzia ma qualcosa in lui era cambiato, sentiva una forza nuova dentro che lontano lo spingeva, lontano da quella vuota vita. Passo dopo passo la paura di questo salto nel vuoto lasciava posto alla consapevolezza di quanto poco aveva da perdere e dalla nuova curiosità di vedere il mondo. Come un bambino al primo giorno di scuola era incuriosito da ogni cosa che incontrava nel suo cammino e prestava attenzione a tutti i dettagli che prima aveva sempre ignorato. Gli sembrava di aver finalmente acquistato la vista perché tutto ciò che vedeva nuove emozioni gli suscitava: le semplici decorazioni natalizie delle strade, il volto delle persone, i colori del cielo, tutto aveva senso per lui adesso. Non sapeva di preciso dove andare, forse lo sapevano i suoi piedi che con forte passo affrontavano la strada senza esitare. Il freddo si faceva sentire per una persona abituata agli agi della sua vita lussuosa, ma anche quello lo emozionava perché faceva parte della vita vera, quella che voleva vivere d’ora in poi. I giorni passavano e Franco camminava senza sosta di giorno allontanandosi sempre di più dal suo passato. La notte si fermava in qualche ostello, gli bastava un semplice letto dove recuperava le forze e piangeva per tutto il tempo che aveva buttato via. Ogni mattina si alzava con il sorriso, pronto a rimettersi in marcia. Quando si rimise in marcia la mattina della vigilia di natale si rese conto di dove lo stavano portando i suoi piedi. Era a venti chilometri dal paesino dove abitavano i suoi genitori. Cominciò a camminare con nuova forza e senza sentire stanchezza proseguì la sua marcia tutto il giorno senza mai fermarsi sotto una nevicata sempre più forte. A tarda sera, nel bel mezzo di una tormenta, bussò alla porta della casa dove era cresciuto. La sua vecchia mamma aprì la porta e Franco come un bambino gli si buttò tra le braccia. Il papà corse verso i due e incredulo si unì all’abbraccio. I tre piansero abbracciati per tutta la notte, lacrime di gioia che valevano più di mille parole. Dopo tanto tempo in quell’abbraccio Franco tra i singhiozzi riuscì a dire solo una cosa: Buon Natale.»

Alberto


© 2016 Alberto Palentini

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