Categoria: Riflessioni

L’Umiltà che stupisce…

 


L’umiltà che spaventa i più, porta invece un respiro libero; le persone che mi seguono hanno questo caratteristico potere che le rende dolci ma forti, coraggiose e testarde, cariche di vitale voglia di operare contro chi il pregiudizio ha per padrone. Lottano e lasciano una scia di piacevole stupore, mai si arrendono e ci insegnano che imperfezione non è mai segno d’incapacità ma punto forte sul quale partire con grintosa calma e tanta ironia.

Tratto da “Un leone in gabbia”

 


Medioevo e Tempi Moderni

 


Il mondo medievale mi ha portato a dedurre molte uguaglianze e differenze rispetto a quello moderno.
Non troppo è cambiata la politica: prima il solo imperatore decideva il da farsi, aiutato solo da fedeli collaboratori, che in tutto lo seguivano.
Non partecipava per nulla il popolo, troppo impegnato a lavorare i campi e a pagare tributi.
Attualmente, dietro a una finta democrazia che pavoneggia libertà di parola e poteri ugualmente distribuiti per tutte le classi sociali, troviamo il potere ancora accentrato nelle mani di pochi, che si scelgono, come un tempo, i loro collaboratori, e che molto abilmente fanno il bene di pochi, senza badare a tutto lo Stato.
Quello che più mi colpisce dell’epoca medievale sono i rapporti di fiducia e massima fedeltà che si venivano a creare nel sistema del vassallaggio, ad esempio, dove rigide gerarchie venivano fermamente rispettate, senza aver bisogno di mille documenti scritti, che comunque non portano la piena garanzia di determinati comportamenti umani.
Un altro esempio di profonda fedeltà era quella che si osservava tra imperatore e cavalieri, che per molti romanzi è stata protagonista di racconti e avventure.
Valori, questi, che io non trovo più nel mondo che mi circonda, dove invece una fervida corsa verso i propri interessi resta all’ordine del giorno.
Vero è invece, che il popolo resta sempre legato al suo destino, rimanendo sempre pagante di tributi o tasse, in balia di decisioni di chi è al potere, operoso come sempre.
Non so se fosse veramente così, ma in passato mi immagino più collaborazione tra questi coloni-servi, accomunati da condizioni di vita precarie, difficili, ma stretti dentro a una corte, dove riuscivano a trovare una sorta di rifugio contro i pericoli esterni, contro le invasioni.
Ora non bastano più delle mura per tenere la gente stretta e unita.
Ognuno bada a sé stesso, alla sua famiglia, le uniche mura in grado di dare protezione sono quelle della propria casa, a volte neanche quelle.
Fuori dalle nostre dimore si assiste solo a fiumi di macchine e di persone troppo impegnate a correre, senza neanche guardare chi passa accanto.
Dunque, se ancora c’è chi pensa al buio medioevo, molto bisognerebbe pensare a un presente tenebroso.

Alberto Palentini

 


Divenire protagonisti della nostra storia…

 


Io sono convinto che il cambiamento sia visibile; ogni passo del divenire è un segno che ci portiamo addosso ma soprattutto dentro.
Credo di essere pieno di cicatrici, e non parlo di quelle del corpo ma dell’animo. Ogni porta sbattuta in faccia, ogni parola di disprezzo che ho ricevuto e ogni persona che da me si è allontanata, mi ha lasciato un’impronta indelebile.
All’inizio pensavo che queste tracce di sconfitta sarebbero rimaste dentro di me con un sapore negativo, con la convinzione che mi avrebbero sempre fatto male.
Pensavo che certe ferite avrebbero per sempre sanguinato con dolore. Ancora ero ignaro della potenza del cambiamento e della volontà di cambiare.
Non immaginavo nemmeno che quelle botte prese dalla vita si sarebbero trasformate nella mia forza. I segni visibili dell’accettazione di me hanno iniziato a farsi vedere non sulla mia pelle ma nei miei gesti, nei miei pensieri e in ciò che volevo fare. Ho iniziato a guardarmi dentro e ad apprezzare le mie qualità. Quei graffi che portavo non erano più doloranti, ma erano segni di lotta e di fatica. La linea sottile tra subire e cambiare sta semplicemente nella consapevolezza.
Diventare consapevoli dei propri limiti e delle proprie diversità, vuol dire avere la strada libera davanti a noi per poter cambiare.
Se non mi accetto, se mi nascondo dietro a mille bugie e faccio finta di non vedere il mio problema, non potrò mai diventare grande e migliore. Devo prima capire chi sono davvero e realmente, solo così potrò cambiare. E non devo per forza diventare un altro: io resto sempre io, ma con la differenza che sono rinnovato, avendo dentro di me forza e luce nuova.
Ho con me la verità. Mi sveglio al mattino, mi guardo allo specchio e so di non prendermi più in giro. So che quello che vedo è Alberto, con pregi e difetti, con un passato duro, un presente impegnativo ma un futuro prosperoso.

tratto da “Un leone in gabbia”

 


Valore dell’ Essere Umano

 


Ogni essere umano ha valore in quanto ha qualcosa di silenzioso nascosto dentro, come una miniera di diamanti cristallini.
Dire dove risiede per me, è difficile, perché sta a ognuno di noi cercare nella mappa della vita.
Il valore non sempre siamo in grado di coglierlo, perché velato da dolori e segreti.
Credo che il valore comune sia il rispetto che dobbiamo prima di tutto a noi stessi e poi va passato agli altri.
Questo dà modo di scoprire il vero valore, perché il rispetto apre porte ritenute insuperabili.
Credo anche che ognuno di noi debba trovare il valore di ogni suo giorno, perché è questo che gli dona qualcosa in più ogni momento.

tratto da “Un leone in gabbia”